Il Matrimonio dal Medioevo all’Ottocento

Pillole di storia sul Matrimonio e l’abito da sposa dal Medioevo all’Ottocento.

Matrimonio nei secoli Medioevo e Rinascimento

Matrimonio durante il Medioevo ed il Rinascimento.

Nel Medioevo, a partire dal X-XI secolo, riconoscendo nel matrimonio l’alto significato, la Chiesa lo trasforma in una cerimonia religiosa, consolidando la sua autorità su questa istituzione, e bandisce le cerimonie civili.

Nonostante ciò, il matrimonio avviene solo per motivi di denaro e di interesse, un modo per unire patrimoni e terreni.

L’abito nuziale non segue regole precise: la sposa indossa il più bello che la famiglia può permettersi.

L’uso dello strascico, o “coda”, appare solo nel XVI secolo ed é rimasto uno degli elementi essenziali e classici per la gran parte degli abiti nuziali oggi.

Dal modello di abito nuziale che la sposa porta si può desumere a quale classe sociale appartiene: quanto più lo strascico è lungo e decorato tanto più è sintomo di ricchezza e di prestigio sociale.

Le maniche, solitamente molto attillate, costituiscono un vero e proprio tesoro per via dei suntuosi ricami e delle pietre preziose incastonate.

Il primo abito da sposa documentato é quello della principessa Filippa, figlia di Enrico IV d’Inghilterra, che nel matrimonio con Erik di Danimarca nel 1406, indossò una tunica e un mantello di seta bianca bordati di pelliccia di vaio e di ermellino.

 

Matrimonio nel Seicento

L’assolutismo reale porta i re a stabilire che bisogna avere un’amante. Chi è fedele alla propria moglie viene considerato uno stupido. Ma durante il secolo, la nuova borghesia nascente comincia a rendersi conto che questo tipo di idee e di costumi è figlia soprattutto della corruzione dei ricchi.
In questo secolo, segnato da profonde lacerazioni religiose, le feste diventano più intime. Si investono soldi per il corredo e la dote, e l’abito da sposa viene utilizzato anche dopo il matrimonio.

 

Matrimonio nel Settecento

Il Settecento vede nelle Rivoluzioni americana e francese il primo tentativo delle masse e dei nuovi ceti di mettere da parte definitivamente l’arroganza e i valori dell’aristocrazia. L’amore diventa importante per il matrimonio, ed entra tra i fondamentali diritti dell’uomo stabiliti dalle due rivoluzioni.
In questo secolo si indossano splendide vesti dai motivi floreali; è in questo periodo che nasce il cosiddetto “stile impero” di origine francese, tagliato sotto il seno per evidenziare meno i fianchi larghi e l’addome pronunciato, realizzato con tinte pastello.

 

Matrimonio nell’Ottocento

Il periodo del Romanticismo interpreta il matrimonio come naturale destinazione dell’amore, e al tempo stesso condanna ogni forma di unione determinata da altri intenti che porterebbe a sofferenze e lutti. Tutto il secolo si dibatte tra esaltare e glorificare gli amori impossibili ed indicare una buona strada per il matrimonio d’amore.

Nell’Ottocento nascono anche una buona parte delle tradizioni, come l’abito lungo e bianco, il dolce, il ricevimento, i guanti.

Il bianco diventa il colore prediletto, come simbolo di purezza. Trasparente, a volte inumidito, audace, il vestito viene indossato senza corsetti né altro.

Nel rito civile, invece, l’aristocrazia preferisce il nero luccicante di paillettes, oppure i colori vivi fitti di perle e lustrini.


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