I Momenti Musicali Speciali

Eleganza nell’enfatizzazione musicale dei momenti speciali di un ricevimento di matrimonio.

I Momenti Musicali Speciali

Il ricevimento nuziale è un evento generalmente lungo diverse ore, scandito da alcuni momenti tradizionali, che possono essere enfatizzati musicalmente. Diverse convenzioni locali determinano abitudini diverse. In questo articolo ci concentreremo solo sui momenti più diffusi in Italia.

Arrivo degli sposi in location e/o ingresso in sala da pranzo

Che gli sposini arrivino insieme a tutti gli ospiti oppure poco dopo (magari dopo aver scattato alcune foto memorabili), è sempre opportuno sottolineare musicalmente l’inizio della festa, arricchendo il prevedibile applauso dei presenti e il primo brindisi.

Alcuni musicisti considerano imprescindibile la marcia nuziale di Mendelssohn, proponendola magari in versione registrata da CD. Pur rispettando questa scelta, personalmente non la condivido. Nella quasi totalità dei casi si tratterebbe di una ripetizione, dato che la marcia nuziale sarà stata (eventualmente) suonata al termine del rito nuziale religioso o civile. Qualunque brano musicale si scelga, il volume dovrà essere decisamente presente per le prime decine di secondi, a significare un benvenuto frizzante ed evidente. Quindi si dovrà sfumare il volume, riportandolo ai decibel adatti al contesto.

Molto spesso gli aperitivi e il pranzo hanno luogo in ambienti distinti. È consuetudine far spostare ed accomodare prima tutti gli ospiti, riservando agli sposi un ulteriore ingresso.

Per quanto riguarda l’enfatizzazione musicale, valgono esattamente le stesse regole di cui sopra.

Taglio della torta

Sappiamo tutti che la torta nuziale rappresenta molto più che un semplice dessert. Il gesto del primo taglio spetta agli sposi, circondati da amici e parenti, con seguente brindisi collettivo. È quindi un momento significativo, in cui l’attenzione generale è massima e localizzata. Il gusto personale domina la scelta del brano musicale, rendendo altrettanto leciti i più romantici quanto quelli vivaci e scoppiettanti.

La musica può accompagnare trionfalmente l’ingresso del dolce, ma si può anche programmare un efficace silenzio, significativamente interrotto nel preciso istante dell’affondo nella glassa.

Sono dettagli relativi a tanti fattori, non ultimo lo sfruttamento degli spazi a disposizione. Se la torta entrerà trasportata da quattro camerieri, lungo un percorso di parecchi metri, il silenzio potrebbe essere inopportuno. In altri casi può essere più importante invitare gli ospiti ad avvicinarsi al tavolo già apparecchiato: la temporanea interruzione della musica velocizzerà l’operazione, trasmettendo un chiaro messaggio di rispettosa attesa di una delle fasi culminanti della festa.

A prescindere da questi due esempi, ogni scenario necessita di essere analizzato con attenzione. Per esempio, se fosse previsto uno spettacolo pirotecnico, l’intervento musicale dovrebbe essere programmato di conseguenza, in concerto e sincronia coi fuochi.

I primi balli

Sono molteplici le convenzioni locali, regionali o nazionali. Come sempre, farò riferimento a quelle di maggior diffusione.

Tralasciando eventuali considerazioni sulla discutibile simbologia, la tradizione vorrebbe che i primi sulla pista da ballo fossero la sposa ed il suo papà. Durante il medesimo brano musicale, dopo pochissimi minuti, lo sposo prende posto accanto alla sua compagna, mentre il padre della sposa invita la madre dello sposo, e il padre dello sposo invita la madre della sposa. Questo intreccio di coppie (solo apparentemente intricato) deve rigorosamente durare al massimo il tempo di un brano musicale, introducendo poi alle danze tutti gli altri ospiti.

Sconsiglio vivamente la scelta di specifici brani musicali per un interminabile numero di primi balli: è il modo migliore per prolungare inutilmente questa tradizione, aumentare l’imbarazzo dei protagonisti e la noia degli ospiti. In Italia assai spesso avviene una drastica semplificazione, evitando arcaici simbolismi e concentrando l’attenzione esclusivamente sulla nuova coppia.

Soprattutto in quest’ultimo caso, oggigiorno la scelta del brano musicale può essere quanto mai libera. Qualcuno preferirà un romanticissimo lento, indubbia facilitazione per i ballerini meno esperti. Altri vorranno cimentarsi in un valzer. Ma sarà permesso praticamente qualunque ritmo rifletta il carattere degli sposini, eventualmente anche con una punta di ironia. Una punta! Se si programma qualcosa di molto stravagante, sarebbe sempre saggio chiedersi se le proprie doti tersicoree siano all’altezza. E, comunque sia, credo sia superfluo sottolineare che eviterei la Macarena.

Un dettaglio importante per i musicisti. Un primo ballo fa supporre che ne seguano altri. Anche se la considerazione può sembrare scontata, meraviglierebbe sapere quanti musicisti non siano immediatamente pronti con la musica giusta, quella che riesca a coinvolgere subito tutti i presenti, riempiendo all’istante la pista da ballo.

Daniel Cau