Il Matrimonio nel Novecento

Pillole di storia sul Matrimonio e l’abito da sposa nel Novecento

Il Matrimonio nei secoli: Il Novecento

Il Novecento è funestato da due tragiche guerre mondiali, che cambiano definitivamente, nel bene e nel male, i rapporti con gli altri e il modo di vivere. Il matrimonio diventa sempre di più qualcosa che si fa per amore e non per dovere o per interesse, anche se i matrimoni per aumentare il proprio patrimonio non spariscono del tutto.

Negli anni Venti il vestito nuziale si fa più corto e si allunga il velo; interprete del nuovo stile femminile è senza dubbio Coco Chanel.

A metà degli anni Trenta, il famoso matrimonio della principessa Marina di Grecia con il Duca di Kent (1934) lancia un nuovo look. La sposa indossa un abito a guaina di lamé bianco e argento, con lunghe maniche aderenti, e strascico fino a terra, in testa una tiara di diamanti con un velo di tulle lungo oltre tre metri.

Con la seconda guerra mondiale si sente il dovere di rinunciare al matrimonio tradizionale. L’abito da sposa si noleggia, o si presta di famiglia in famiglia.

Dopo la guerra, negli anni Cinquanta, Cristian Dior impone un’immagine femminile a vita sottile, seno alto e rotondo, gonna larga, con sottogonna, bustino aderente e ampia scollatura.

Nel 1956 Grace Kelly sposa il principe Ranieri di Monaco: l’abito dell’attrice è confezionato con 25 metri di raso di seta, 25 di taffetas, cento metri di tulle e trecento metri di pizzo antico.

Fino alla fine degli anni Sessanta i matrimoni rimangono cerimonie formali all’insegna della tradizione, poi con l’avvento del femminismo e con la rivoluzione sessuale l’abito non ha più uno stile preciso.

Certo, la tradizione dell’abito bianco è ancora vivissima, ma ci sono spose che preferiscono legarsi all’uomo della propria vita in altri colori o con altri stili di abiti. Addirittura, vengono organizzati matrimoni particolari tematici, in costume medievale e rinascimentale.


Condividi questa pagina