Musica Pop e Leggera al Ricevimento

Il concetto di popular music va oltre quello di stile musicale. Piuttosto ne coinvolge diversi, e dagli stessi ne è influenzato..

Musica Pop e Leggera al Ricevimento

L’evoluzione musicale del ventesimo secolo è caratterizzata da rapidità, articolazione e globalizzazione che non possono essere ritrovate nei secoli precedenti. Le cause sociologiche sono tante e complesse, così come i mezzi tecnologici che ne hanno favorito gli effetti, dall’invenzione del grammofono fino alla distribuzione sul web.

Gli stili musicali esistenti proseguono il loro percorso, spesso diramandosi in svariati sotto-generi, complicando ancor più l’utopia di una categorizzazione musicale unica e lineare. Al tempo stesso si va rafforzando un concetto che non coinvolge direttamente un solo stile musicale, ma piuttosto individua il pubblico al quale è destinato.

Le possibilità offerte dal mercato di massa portano i produttori a favorire e ricercare caratteristiche compositive commerciali, che consentano un facile ascolto da parte del pubblico distratto, permettendo un’estesa distribuzione che massimizzi i guadagni.

Entrano in gioco quindi fattori niente affatto musicali (look, costruzione dei personaggi, videoclip, ecc.) o comunque non dettati dalla più alta ispirazione artistica. Dal punto di vista compositivo, l’obbiettivo dell’autore che si rivolge al mainstream è catturarne l’attenzione rapidamente, al primo ascolto in radio (strutture delle canzoni standardizzate, armonie dalla resa emozionale prevedibile, ecc.) e conquistarne la fedeltà (ad esempio col plugging, ovvero la riproposizione ossessiva attraverso i media).

Sembrerebbe quindi che la “popular music” possa vantare solo qualità negative, ma fortunatamente non è certo così.

I fenomeni descritti contaminano universi musicali già esistenti, accompagnando e favorendone l’evoluzione. Con l’espressione “musica leggera” (o “musica pop”) si tende a isolare quella più afflitta dai suddetti aspetti commerciali e anti-artistici (mainstream), distinguendola dalle produzioni invece di valenza più nobile (underground).

Questa linea di confine risulta però troppo spesso indefinita e soggettiva. Non è raro che un artista crei delle opere immortali, ma riesca a portarle al pubblico attraverso i più spietati canali discografici, veicolate da qualche orribile insipida canzonetta.

Come di consueto, questo articolo si sforza di semplificare un argomento assai complesso, focalizzandosi sugli aspetti che possano interessare i futuri sposi.

Sarà quindi utile evidenziare due argomenti.

Quello che non è
Quando si sceglie (e si propone) l’accompagnamento musicale per un ricevimento nuziale, spesso si tende a definire “musica leggera” tutta quella che non è altrimenti meglio definibile. Escludendo quindi la classica, il jazz e la musica etnico-geografica, non è raro includere nella categoria “musica pop/leggera” tutta la restante produzione musicale successiva agli anni cinquanta.

La qualità
Per quanto scritto sopra, questa immensa macro-categoria può includere gli estremi opposti del valore creativo. Ragioni etiche mi impediscono di fare esempi pratici, ma son certo che ogni lettore saprà facilmente pensare a un personaggio della musica leggera universalmente stimato, così come a qualche triste meteora che abbia infestato le nostre radio solo per i più squallidi fini commerciali.

Quando andate a contattare i musicisti specializzati in “musica leggera” è quindi importante parlare del loro repertorio, sincerandovi che esso rispecchi i vostri gusti.

Molti professionisti avranno sviluppato negli anni un ampio e vario assortimento di generi, periodi e interpreti, proprio per poter adattare il servizio alle preferenze del cliente. Secondo la mia esperienza, è quantomeno insolito il cliente che ami il grande cantautore italiano al pari dell’ultima imberbe promessa televisiva.

In fase di consulenza si individuano i “filoni” che possano creare l’atmosfera desiderata, e che suggeriscano le giuste selezioni musicali.

Come detto inizialmente, il concetto di “popular music” va oltre quello di “stile musicale”. Piuttosto ne coinvolge diversi, e dagli stessi ne è influenzato.

Avremo quindi jazzisti che si affacciano al mainstream, così come artisti pop dalle geniali qualità creative. Potreste allora essere affascinati da un repertorio ibrido, che offra la massima raffinatezza e qualità musicale pur senza compromettere un facile ascolto per il vostro pubblico.

E’ bene ricordare che:

  • Il valore dell’arte musicale non è dettato dal suo stile
  • Complicato non è sinonimo di eccellente, così come orecchiabile non si traduce in semplicistico
  • Raffinatezza non determina noia
  • E quella commerciale non è l’unica strada per il divertimento.

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