Decibel sotto controllo 2
- a cura di Daniel
Cau
Nel precedente
articolo abbiamo parlato delle problematiche sonore
(e relative soluzioni) legate all’amplificazione.
Non dimentichiamo
però che molti strumenti musicali possono produrre
già “in acustico”
un suono molto presente.
Si tratta ad esempio di alcuni
strumenti a fiato e percussivi.
Tuttavia, il fatto che un sassofono o una batteria
“siano in grado” di produrre molti decibel
non esclude che possano anche essere suonati in modo
discreto.
Non a caso ho preso ad esempio questi due strumenti,
entrambi accomunati da una straordinaria “escursione
dinamica”.
In altre parole consentono all’esecutore di
raggiungere limiti estremi di “pianissimo”,
pur essendo in grado all’occorrenza di sviluppare
alti volumi.
Da questa considerazione
si evince l’assoluta importanza della
sensibilità del musicista,
e dell’attenzione che egli saprà dare
alle esigenze contestuali all’intrattenimento.
Il medesimo discorso può
valere per molti altri strumenti.
Anche la voce umana
può essere elemento di disturbo ancor prima
di passare dentro un microfono.
Un esempio, quest’ultimo, che ciascuno potrà
comprendere fino in fondo: tutti sappiamo quanto sia
inopportuno gridare in una biblioteca, e quanto inutile
sussurrare allo stadio.
Partendo da
questo spunto, introdurrei un ulteriore aspetto
di quest’ampio argomento: la soggettiva percezione
di ciascun ospite.
Spesso durante un ricevimento il
90% dei decibel
è prodotto dalle
voci degli invitati.
Stiamo parlando di una sala in cui decine e decine
di persone mangiano, parlano, ridono e a volte gridano.
Una peculiarità che, per quanto festosa, non
tutti gradiscono, e che obbiettivamente dopo le prime
mezzore risulta “faticosa” per chiunque.
Non è raro che
i musicisti rappresentino solo un “capro espiatorio”.
Anche in una circostanza dove il loro apporto “acustico”
è magari già molto controllato, può
arrivare qualche lamentela dettata dalla suggestione
e dall’incapacità di comprendere quanto
“disturbo sonoro” sia determinato dalla
musica.
Ferma sempre restando l’opportunità della
massima diplomazia da parte dei musicisti,
sarà comunque auspicabile che i “padroni
di casa” (gli sposi) siano
consapevoli di queste eventualità, senza pretendere
miracoli dagli artisti scritturati.
Altra importante
raccomandazione che faccio ai nubendi è
di tenere conto della postazione musicale
durante la progettazione della sala.
Pur con ogni buona volontà e accorgimento tecnico,
gli ospiti nelle immediate vicinanze dei musicisti
subiranno un volume più alto rispetto
al pubblico a maggiore distanza.
Assolutamente consigliabile, quindi, collocare
vicino alla musica gli invitati più giovani
e scatenati, anziché quelli che si
presume poco gradiranno l’intrattenimento musicale.
In ogni caso sarebbe
opportuno distanziare gli esecutori almeno cinque
metri da qualunque tavolata.
Concludo l’articolo evidenziando
che tutti gli accorgimenti acustici riguardano non
solo le fasi “soft”
di un ricevimento.
Anche nei momenti più scatenati e
nelle serate danzanti, difficilmente i vostri ospiti
saranno bendisposti alla perdita dell’udito.
E comunque non tutti vorranno essere direttamente
e continuamente coinvolti nelle danze.
È assolutamente possibile “concentrare”
gli alti volumi del ballo solo nello spazio designato,
facendo attenzione a riservare delle “zone d’ombra”,
in cui chi lo desidera possa continuare a parlare
senza sentirsi “prigioniero” di una discoteca.
Consiglio
vivamente di affrontare questi argomenti con
gli artisti che scritturerete per il vostro matrimonio.
Vi darà modo di valutare la loro conoscenza
e sensibilità alla problematica. I
professionisti saranno lieti di rassicurarvi esponendovi
nel dettaglio le loro soluzioni tecniche.
A presto!
Per contatti: danielcau.com