Musica per il ricevimento
RICEVIMENTO: I MOMENTI MUSICALI SPECIALI -
a cura di Daniel
Cau
-Eleganza
nell’enfatizzazione musicale dei momenti speciali di un ricevimento nuziale-
Il ricevimento nuziale è un evento generalmente lungo
diverse ore, scandito da alcuni momenti tradizionali, che possono essere
enfatizzati musicalmente. Diverse convenzioni locali determinano abitudini diverse. In
questo articolo ci concentreremo solo sui momenti più diffusi in Italia.
Arrivo degli sposi in
location e/o ingresso in sala da pranzo
Che gli sposini arrivino insieme a tutti gli ospiti oppure
poco dopo (magari dopo aver scattato alcune foto memorabili), è sempre opportuno
sottolineare musicalmente l’inizio della festa, arricchendo il prevedibile
applauso dei presenti e il primo brindisi.
Alcuni musicisti considerano imprescindibile la marcia
nuziale di Mendelssohn, proponendola magari in versione “registrata da CD”. Pur
rispettando questa scelta, personalmente non la condivido. Nella quasi totalità
dei casi si tratterebbe di una ripetizione, dato che la marcia nuziale sarà
stata (eventualmente) suonata al termine del rito nuziale religioso o civile.
Qualunque brano musicale si scelga, il volume dovrà essere
decisamente presente per le prime decine di secondi, a significare un
“benvenuto” frizzante ed evidente. Quindi si dovrà sfumare il volume,
riportandolo ai decibel adatti al contesto.
Molto spesso gli aperitivi e il pranzo hanno luogo in
ambienti distinti. È consuetudine far spostare ed accomodare prima tutti gli
ospiti, riservando agli sposi un ulteriore “ingresso”. Per quanto riguarda
l’enfatizzazione musicale, valgono esattamente le stesse regole di cui sopra.
Taglio della torta
Sappiamo tutti che la torta nuziale rappresenta molto più
che un semplice dessert. Il gesto del primo taglio spetta agli sposi,
circondati da amici e parenti, con seguente brindisi collettivo. È quindi un
momento significativo, in cui l’attenzione generale è massima e localizzata.
Il gusto personale domina la scelta del brano musicale,
rendendo altrettanto leciti i più romantici quanto quelli vivaci e
scoppiettanti.
La musica può accompagnare trionfalmente l’ingresso del
dolce, ma si può anche programmare un efficace silenzio, significativamente
interrotto nel preciso istante dell’affondo nella glassa. Sono dettagli
relativi a tanti fattori, non ultimo lo sfruttamento degli spazi a
disposizione.
Se la torta entrerà trasportata da quattro camerieri, lungo
un percorso di parecchi metri, il silenzio potrebbe essere inopportuno.
In altri casi può essere più importante invitare gli ospiti
ad avvicinarsi al tavolo già apparecchiato: la temporanea interruzione della
musica velocizzerà l’operazione, trasmettendo un chiaro messaggio di
“rispettosa attesa” di una delle fasi culminanti della festa.
A prescindere da questi due esempi, ogni scenario necessita
d’essere analizzato con attenzione. Per esempio, se fosse previsto uno
spettacolo pirotecnico, l’intervento musicale dovrebbe essere programmato di
conseguenza, in concerto e sincronia coi fuochi.
I “primi balli”
Sono molteplici le convenzioni locali, regionali o
nazionali. Come sempre, farò riferimento a quelle di maggior diffusione.
Tralasciando eventuali considerazioni sulla discutibile simbologia,
la tradizione vorrebbe che i primi sulla pista da ballo fossero la sposa ed il
suo papà. Durante il medesimo brano musicale, dopo pochissimi minuti, lo sposo
prende posto accanto alla sua compagna, mentre il padre della sposa invita la
madre dello sposo, e il padre dello sposo invita la madre della sposa.
Questo intreccio di coppie (solo apparentemente intricato)
deve rigorosamente durare al massimo il tempo di un brano musicale,
introducendo poi alle danze tutti gli altri ospiti.
Sconsiglio vivamente la scelta di specifici brani musicali
per un interminabile numero di “primi balli”: è il modo migliore per prolungare
inutilmente questa tradizione, aumentare l’imbarazzo dei protagonisti e la noia
degli ospiti.
In Italia assai spesso avviene una drastica semplificazione,
evitando arcaici simbolismi e concentrando l’attenzione esclusivamente sulla
nuova coppia.
Soprattutto in quest’ultimo caso, oggigiorno la scelta del
brano musicale può essere quanto mai libera. Qualcuno preferirà un
romanticissimo lento, indubbia facilitazione per i ballerini meno esperti.
Altri vorranno cimentarsi in un valzer. Ma sarà permesso praticamente qualunque
ritmo rifletta il carattere degli sposini, eventualmente anche con una punta di
ironia. Una punta! Se si programma qualcosa di molto stravagante, sarebbe
sempre saggio chiedersi se le proprie doti tersicoree siano all’altezza. E,
comunque sia, credo sia superfluo sottolineare che eviterei la “Macarena”.
Un dettaglio importante per i musicisti. Un “primo” ballo fa
supporre che ne seguano altri. Anche se la considerazione può sembrare scontata,
meraviglierebbe sapere quanti musicisti non siano immediatamente pronti con la
musica giusta, quella che riesca a coinvolgere subito tutti i presenti,
riempiendo all’istante la pista da ballo.
A presto!
Per contatti: danielcau.com
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