Musica per il ricevimento
RICEVIMENTO: LOGISTICA PER I MUSICISTI, PARTE II -
a cura di Daniel
Cau
--- Pochi e semplici accorgimenti per favorire allestimento
e performance ---
Dopo aver parlato dello spazio dedicato ai musicisti, accenniamo ora al non trascurabile argomento della corrente elettrica e alla distanza tra palco e platea.
La corrente elettrica
Salvo casi molto particolari, la fornitura di corrente
elettrica per i musicisti è sempre a carico degli sposi (ovvero della location
per loro conto).
Ancora una volta gli artisti scritturati sono gli unici che
possano darvi tutte le informazioni necessarie. Tuttavia nella maggior parte
dei casi non viene fatta alcuna richiesta straordinaria: 220 volt e un
assorbimento piuttosto modesto (raramente serve più di uno o due chilowatt).
Importante avvertire i musicisti nel caso in cui le prese non fossero di tipo
comune: per esempio, non tutti sono preventivamente muniti di adattatori
“industriale-domestica”. E’ infine opportuno verificare la distanza tra la
postazione musicale e la presa: i vostri musicisti potrebbero essere previdenti
e portare mille metri di cavo, ma la maggior parte, se non avvertiti, disporrà
dei più normali dieci o venti metri. In ogni caso, un passaggio elettrico di
grandi lunghezze rientra nelle competenze di un elettricista, per ovvie ragioni
di sicurezza.
La distanza tra il
“palco” e la “platea”
Arriviamo infine a parlare degli accorgimenti che incidono
direttamente sulla resa dello spettacolo.
L’acustica è una disciplina affascinante ma estremamente
complessa, e non è obbiettivo di questo articolo trattarne i dettagli tecnici.
Anche perché in contesto di musica live le analisi sono quasi sempre di tipo
empirico, forti della sensibilità acquisita con l’esperienza.
Resta tuttavia opportuno che gli sposi tengano in
considerazione le due più elementari leggi della fisica acustica:
1. Il suono si
diffonde in tutte le direzioni, anche se...
Il suono si muove dalla fonte sonora verso tutte le
direzioni. Si pensi a quando gettiamo un sasso nello stagno, e alle onde
concentriche che derivano. Ora si immagini questo su tre dimensioni, con sfere
al posto dei cerchi.
Tale verità teorica non esclude però le variabili causate
dagli ostacoli, sui quali il suono rimbalza, con conseguenti eco, modifica del
suo percorso e perdita di potenza.
In contesto musicale l’argomento è estremamente complesso,
perché ogni fonte sonora (strumenti musicali e diffusori acustici) emette il
suono in modo più o meno direzionale. Non abbiamo mai una propagazione
perfettamente sferica, ed è fondamentale tenerne conto per ottenere la
diffusione più omogenea possibile.
2. Il suono perde
potenza nella distanza
Esattamente come per il sasso nello stagno, le onde sonore
perdono intensità man mano che si allontanano dalla sorgente. Un fenomeno
fisico che ciascuno di noi conosce perfettamente dalla nascita, dato che udiamo
più forti i suoni in prossimità, più deboli quelli prodotti a distanza dalle
nostre orecchie.
Nel nostro campo di applicazione consideriamo inoltre:
i sistemi di
amplificazione
- la convenzione strumentale prevede una coppia di
diffusori (eventualmente con subwoofer); un maggiore numero è tutt’altro che
comune, e generalmente comporta una spesa aggiuntiva
- i diffusori permettono una propagazione parzialmente
direzionale
- i diffusori possono essere regolati in altezza,
consentendo il controllo anche sulla direzionalità “verticale”
gli strumenti acustici
- la direzionalità viene a mancare: un sassofono
si sentirà quasi allo stesso modo posizionandosi davanti, dietro o lateralmente
all’esecutore.
In conclusione, l’accorgimento opportuno da parte degli
sposi durante la pianificazione della sala è lasciare una certa distanza tra la
postazione musicale e il pubblico, affinché gli artisti possano sfruttarla secondo
la loro esperienza, e raggiungere la miglior diffusione omogenea permessa
dall’ambiente.
A presto!
Per contatti: danielcau.com