Musica e Cerimonia Civile -
a cura di Daniel
Cau
Il
matrimonio civile ha generalmente
una durata nettamente inferiore a quello religioso.
La celebrazione è certamente più snella,
perché concentra tutte le attenzioni sul matrimonio,
a differenza ad esempio della messa cattolica, che
prevede anche l’intera liturgia eucaristica.
In
Comune si dispone solitamente di trenta
minuti. Usufruirne appieno non dipende solo dallo
“stile” del celebrante.
Alcuni sono eccezionali nel trasmettere con passione
l’elevato valore del momento, spendendo più
di una parola nel richiamare l’attenzione dei
presenti sui valori etici e sociali sui quali la famiglia
trova fondamento.
Ma altri si limitano strettamente al protocollo, sintetizzando
tutto in quindici minuti.
Spesso
quindi la durata della celebrazione dipende direttamente
dalla vostra organizzazione e partecipazione all’evento.
Per fare solo un esempio, sempre più frequentemente
gli sposi, i testimoni o qualcuno degli invitati esprimono
un pensiero o leggono un brano poetico o di prosa.
Parole accuratamente scelte per riflettere insieme
sulla grandiosità del momento che sta per compiersi.
I
momenti musicali
La musica è sicuramente uno degli
elementi utili a conferire importanza alla cerimonia.
Si suona in genere nei seguenti momenti:
- all’entrata degli sposi
- durante le firme dei documenti
- al termine della celebrazione
- all’uscita dalla sala
Quale
musica scegliere
Il bon ton insegna che una cerimonia civile
non dovrebbe mai “imitare” le tradizioni
prettamente religiose.
Da qui la doverosa premessa che vede sconsigliati
i brani sacri e liturgici.
Si può
comunque attingere alla letteratura “classica”,
quindi… musicisti “classici” in
abito da concerto con un repertorio praticamente sconfinato.
Non si dimentichi che rientrano in questa “categorizzazione
musicale” anche le due marce
nuziali tradizionalmente adottate: una tratta
dal Lohengrin di Richard Wagner (all’entrata)
e l’altra direttamente dalle musiche di scena
di Felix Mendelssohn per “Sogno di una notte
di mezza estate” (all’uscita).
Adatti a questa scelta sono quindi indicati strumenti
ad arco, magari un quartetto d’archi,
a fiato ma anche arpa, chitarra classica, pianoforte
ed organo.
Anche un accompagnamento jazz
o pop può rappresentare piacevolmente le emozioni
e il carattere degli sposi - meglio se in versione
strumentale - con sassofono e chitarra, pianoforte,
violino e fisarmonica, flauto e contrabbasso e tanti
tantissimi altri piccoli originali ensemble.
Dettagli
logistici e tecnici
Qualunque sia la vostra scelta musicale e strumentale,
considerate sempre i limiti logistici di una Sala
Comunale.
Soprattutto se il vostro matrimonio verrà ufficiato
in una giornata “fortemente richiesta”
(ad esempio un sabato dei mesi tra Maggio e Ottobre),
molto probabilmente vi sarà un’altro
matrimonio nei trenta minuti precedenti i vostri,
ed un’altro ancora nella mezzora successiva.
Quindi… sempre e solo situazioni musicali in
grado di allestire e disallestire la propria postazione
in pochissimi minuti.
Particolare
attenzione inoltre ai decibel, soprattutto
se optaste per il jazz o la musica leggera.
Non tutti i musicisti jazz e pop sanno essere attenti
al contenimento dei volumi, e in ogni caso l’acustica
di una Sala comunale è molto diversa da quella
di una chiesa o di un ristorante.