La Musica
in Chiesa e la cerimonia nuziale. A cura
di Daniel
Cau
I momenti musicali nelle cerimonie
nuziali cattoliche
Prima della
liturgia
Intercorre sempre un periodo di tempo tra l’arrivo
dei primi ospiti e l’ingresso dei futuri sposi.
È auspicabile che i musicisti comincino a suonare
fin dall’arrivo degli invitati, favorendo la
creazione dell’atmosfera. È importante
che la performance sia estremamente discreta, a sottolineare
che trattasi solo di un prologo. Se presente una o
più voci, sarebbe opportuno non impiegarle
in questa fase: un sottofondo strumentale risulta
sempre più essenziale.
Processioni
d’ingresso
Esistono molte versioni delle processioni d’entrata.
Variano in rapporto alle usanze locali (differenze
tra regioni così come tra continenti), alle
eventuali restrizioni imposte dal celebrante, alla
presenza o meno di un maestro di cerimonia o dei “garçons
d’honneur”, delle damigelle, delle piccole
damigelle e dei paggetti, ecc. Esula da questo articolo
l’analisi delle varie processioni tradizionali,
alle quali i musicisti sapranno adattarsi, consigliandovi
convenientemente.
Ingresso dello
sposo
Una marcia dedicata allo sposo è opportuna
solo nel caso in cui la regia preveda la “doppia
processione” (sposo e sposa). Diversamente,
si manterrà il sottofondo musicale già
presente, iniziato molti minuti prima, all’arrivo
dei primi ospiti.
Ingresso della
sposa
Con o senza damigelle, piccole damigelle e paggetti,
l’ingresso in chiesa della sposa è sempre
un intenso momento di grande solennità. I brani
più convenzionali (“Marcia Nuziale”
del “Lohengrin” di Richard Wagner, “Canone
in re” di Johann Pachelbel) non sono obbligatori,
ma sarà comunque opportuno scegliere una musica
maestosa, che risalti la processione.
Alleluia
Se tra i musicisti scritturati è presente almeno
un cantante, l’alleluia potrebbe essere da questi
intonato. Sarà importante cercare di prevedere
se e quanti ospiti reagiranno all’invito canoro,
perché la liturgia prevede sempre l’intervento
dell’assemblea, che in assenza del canto deve
comunque recitare le parole “alleluia alleluia
alleluia”. Trattandosi di una previsione tutt’altro
che semplice e sicura, è consigliabile che
sia il celebrante a recitare l’acclamazione,
come in qualunque messa “non cantata”.
L’alleluia non è presente in periodo
di quaresima, e viene sostituito dal “tractus”.
Rito nuziale,
scambio delle promesse e degli anelli
Raramente i celebranti cattolici permettono un tappeto
musicale durante il sacramento nuziale. Ma, a prescindere
dagli eventuali veti, si considererà soprattutto
la potenza emozionale del silenzio, rotto solo dalle
voci degli sposi e del celebrante. Un’atmosfera
unica che personalmente ritengo non possa essere arricchita
da nessuna musica.
Offertorio
Il momento dell’offertorio presenta una durata
assai variabile. Soprattutto se la regia prevede oppure
no la processione, che può essere semplice
e rapida (solo gli sposi) o ancora più articolata.
In assenza della processione, è necessario
scegliere una musica il cui tema si sviluppi molto
rapidamente, per rendere “indolore” l’eventuale
sfumatura. È infatti fondamentale che i musicisti
mantengano un contatto visivo col sacerdote, e interrompano
dolcemente la performance appena questi è pronto
a proseguire la celebrazione.
Santo
Valgono le stesse considerazioni fatte per l’alleluia.
Nel caso del santo, la speranza di sentir cantare
l’assemblea è generalmente ancor più
remota.
Comunione
È forse il momento in cui i musicisti ricevono
maggiori attenzioni. Ovviamente è una considerazione
tecnica, che non esclude il rispetto per l’importanza
religiosa del momento.
È comunque innegabile che la durata della comunione
(variabile in base a quanti ospiti si recheranno all’altare,
ma comunque sempre diversi minuti) favorisce l’esecuzione
di un intero brano, anche lungo. Sarà accuratamente
scelto dagli sposi, tra uno dei loro preferiti.
Fine della
celebrazione, firme e foto, uscita degli sposi
Con la benedizione finale, la liturgia vera e propria
giunge al termine. Se la regia prevede l’immediata
uscita degli sposi, si procederà con la tradizionale
Marcia Nuziale di Felix Mendelssohn (dalle musiche
di scena per “Sogno di una notte di mezza estate”),
piuttosto che un altro brano adatto.
Se invece (come nella maggior parte
dei casi in Italia) si deve ancora dare luogo alla
lettura degli articoli del Codice Civile, alla firma
dei relativi documenti e alle fotografie con i parenti
stretti, possono trascorrere anche molti minuti prima
dell’uscita dalla chiesa. I musicisti potranno
quindi suonare per tutto il tempo, in attesa della
processione finale.
Conclusioni
Il consiglio è di non sottovalutare la regia
di una cerimonia nuziale.
Coordinare i tanti elementi è un’arte
complessa che richiede esperienza e sensibilità.
Sarebbe sempre opportuno affidarsi ad un professionista.
Generalmente il wedding planner assolve egregiamente
questo compito, consigliando durante la progettazione
e coordinando il giorno delle nozze. Quella del “Maestro
di cerimonia” è comunque una figura indipendente
e ben definita, talvolta offerta dagli stessi musicisti
come servizio accessorio.
È anche possibile istruire preventivamente
gli amici più stretti (i testimoni, o quelli
che nella cultura anglosassone sarebbero i “garçons
d’honneur”), affinché siano loro
a gestire adeguatamente alcuni degli aspetti principali,
ad esempio invitare gli ospiti ad accomodarsi prima
dell’ingresso degli sposi.
Qualunque sia la vostra scelta, affidatevi esclusivamente
a professionisti in grado di approfondire con voi
questi