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Vuoi comprare una casa e devi fare un mutuo?
In questa pagina ti aiutiamo a scegliere il mutuo più
conveniente!
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I passi da fare sono sostanzialmente due:
1) stabilire il capitale e la durata del mutuo
2) scegliere il tasso del mutuo: fisso o variabile.
Calcolo del mutuo e della rata mensile del mutuo.
Analizziamoli singolarmente.
1) Capitale e durata del Mutuo.
Il capitale, di solito, è pari all’80% del
valore della casa, e dipende anche dalla rata mensile
che puoi permetterti in base al reddito. Infatti, la rata
del mutuo non può superare il 33% dello stipendio
mensile.
La durata del mutuo, normalmente va dai 5 ai 30 anni,
arrivando in alcuni casi anche a 40 anni. Ovviamente,
più è lunga la durata del mutuo e più
la rata mensile sarà sostenibile. Bisogna mettere
in conto, però, che la cifra complessiva pagata
alla scadenza sarà più alta. Infatti, insieme
alla durata del mutuo si allunga il piano di ammortamento
e lo spread (la percentuale di guadagno della banca) è
più alto.
2) scegliere il tasso del mutuo: fisso
o variabile. Calcolo del mutuo e della rata mensile del
mutuo.
Che mutuo puoi permetterti?
Supponiamo che la casa che vuoi acquistare sia stata valutata
200.000 euro, te ne servono 100.000 per comprarla ed il
reddito mensile è di 2.000 euro.
La rata mensile del mutuo che puoi sostenere è
al massimo di 660 euro, cioè il 33% del reddito.
Devi ora scegliere tra mutuo a tasso fisso e mutuo a tasso
variabile per calcolare la rata mensile.
La scelta dipende dalla situazione del mercato nel momento
in cui stipuli il contratto di mutuo, e dalle tue esigenze
e possibilità nel lungo periodo.
E quindi, sceglierai un mutuo a tasso fisso se vuoi pagare
la stessa rata mensile per tutta la durata del mutuo.
Infatti, la rata resta costante anche in caso di aumento
dei tassi di mercato. Nel mutuo a tasso fisso, però,
la rata sarà un po’ più alta rispetto
a quella pagata con il tasso variabile.
Se invece sei disposto a rischiare per avere una rata
più bassa subito, allora il tasso variabile è
quello giusto per te. In questo caso, infatti, scommetti
sulla diminuzione dei tassi nel lungo periodo: la rata
è legata all’Euribor (che è il tasso
a cui le banche si prestano denaro), il cui valore dipende
dal tasso di riferimento della Banca Centrale europea
e dal mercato. Se l’Euribor scende, la rata del
mutuo diminuisce, se l’Euribor sale, la rata del
mutuo aumenta. Per questo motivo, scegli un mutuo a tasso
variabile solo se sei in grado di sostenere un aumento
della rata fino al 30%.
Facciamo un esempio a titolo indicativo
sulla spesa in interessi tra i due tipi di mutuo:
Vuoi contrarre un mutuo ventennale di 100.000 Euro e tra
le proposte ricevute ne stai valutando una che ti permette
di scegliere tra un tasso fisso del 5% e un tasso variabile
del 4%.
Per effettuare un paragone semplificato ipotizziamo che
i tassi non cambino per i prossimi vent'anni, cioè
che il tasso variabile resti fermo al 4%.
Questi i conti: la rata al 4% costa 606 Euro, mentre quella
al 5% ammonta a 660 Euro, con una differenza di 54 Euro
(660 - 606). In vent'anni si pagano 240 rate (12 all'anno
x 20 anni), quindi l'ipotetica differenza di spesa sarà
data da 54 Euro x 240 rate = 12.960 Euro.