| Opere
precarie: Le opere che servono
ad uno scopo del tutto temporaneo e risultano
facilmente asportabili :
per esempio le tende, gli ombrelloni, tavoli e panche
per giardini. Per installarli non sono richiesti
permessi.
Di solito non vengono considerate
opere precarie i chioschi, le verande i gazebo
o le serre.
Anche le roulotte utilizzate
per fini abitativi, dotate di servizi sanitari
e collegate alle condutture di acqua alle condutture
di acqua, luce e gas non sono considerate precarie. |
Opere precarie:
Le opere che servono ad uno scopo del tutto temporaneo
e risultano facilmente asportabili :
per esempio le tende, gli ombrelloni, tavoli e panche
per giardini. Per installarli non sono richiesti
permessi.
Di solito non vengono considerate
opere precarie i chioschi, le verande i gazebo
o le serre.
Anche le roulotte utilizzate
per fini abitativi, dotate di servizi sanitari
e collegate alle condutture di acqua alle condutture
di acqua, luce e gas non sono considerate precarie. |
| Manutenzione
ordinaria: le opere che servono
per sostituire, rinnovare, riparare elementi o
manufatti interni all'abitazione.
Ne sono esempi la sostituzione
dei sanitari e la tinteggiatura delle pareti
Opere
interne: sono quelle che non portano
modifiche alla sagoma dell'edificio;
Non aumentano il volume delle
costruzioni o il numero delle unità immobiliari
(es. divisione di un appartamento in due indipendenti
più piccoli);
Non modificano la destinazione
d'uso dei locali;
Non danneggiano la statica dell'edificio;
Non sono in contrasto con gli
strumenti urbanistici adottati ed approvati e
con i regolamenti vigenti.
Manutenzione
straordinaria : sono quelle che
comportano lavori di maggiore entità rispetto
alle precedenti.
In particolare:
Demolizione
e ricostruzione di tramezzi;
Apertura di
porte interne;
Opere di restauro
e risanamento conservativo;
Eliminazione delle barriere
architettoniche con realizzazione
di rampe e ascensori;
Nuovi impianti
tecnologici;
Opere interne alle singole unità
immobiliari di notevole entità. |
In tutti questi casi
deve essere presentata la Denuncia di Inizio Attività (D.I.A.)
che va consegnata presso il Comune dove si trova
l'edificio su cui si interviene almeno 20 giorni
prima dell'inizio effettivo dei lavori.
Ad essa va allegato il progetto
e una relazione, firmati e asseverati da un professionista
abilitato che attesti che le opere da realizzare
rispettano le normative vigenti. Va anche indicato
il nominativo dell'impresa edile incaricata dei
lavori, che deve a sua volta firmare la domanda
presentata in Comune.
Una volta finiti i lavori, da
ultimare entro 3 anni dalla presentazione della
domanda, si devono fare pervenire al Comune la
comunicazione di ultimazione dei lavori e il certificato
di collaudo finale. Con questo certificato il
professionista incaricato della direzione dei
lavori svolti, attesta che le opere sono state
eseguite in con-formità alla D.I.A. presentata.
Non è possibile ricorrere a questa
procedura nel caso di immobili di particolare
interesse ambientale, culturale e monumentale
o situati nei centri storici. In questi casi è
infatti necessaria un'apposita autorizzazione
da parte di organi o istituzioni competenti. |
| Opere
di significativo impatto ambientale:
Costruzione
di nuovi edifici;
Ristrutturazioni
con aumenti volumetrici;
Modifiche
delle sagome e gli inserimenti
di nuovi elementi. |
Deve essere presentata
la richiesta di Concessione Edilizia al Comune
in cui si intende eseguire l'intervento
e deve essere corredata del progetto e una relazione
firmati da un professionista abilitato, il quale
attesta le opere da effettuare rispettano le normative
vigenti.
Il rilascio della Concessione
Edilizia avviene, di norma, dopo parere
favorevole dell'Ufficio Tecnico comunale e, se
necessario, della Commissione edilizia. Essa è
a titolo oneroso. Il Comune concede la possibilità
di costruire o ristrutturare previo il pagamento
di una quota calcolata in base al valore dell'opera
(contributo sul costo di costruzione)ed al volume
(oneri di urbanizzazione). I lavori vanno iniziati
entro un anno e terminati entro tre anni dal rilascio
della concessione, salvo proroghe.
Al termine, va inviata al Comune
la comunicazione della data di ultimazione dei
lavori corredata dal collaudo statico e il certificato
con cui il professionista incaricato della direzione
dei lavori attesta che le opere sono state eseguite
in conformità al progetto presentato.
Come per la D.IA., anche per
la Concessione edilizia relativa a immobili di
pregio ambientale, culturale e monumentale, o
situati in centri storici, non basta il parere
favorevole del Comune. E' richiesta infatti anche
l'autorizzazione da parte degli organi competenti. |