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il consumo energetico non solo è possibile;
è doveroso. E bastano, semplici accorgimenti. Piccole
attenzioni che non costano fatica ma possono
ridurre quegli sprechi che tanto incidono sui bilanci
delle famiglie italiane.
Contro le
dispersioni di calore.
Gli
antispiffero: per le vecchie finestre,
che non si chiudono più come una volta e lasciano passare
aria fredda dagli infissi, si possono utilizzare i classici
antispiffero adesivi in legno, plastica, gomma dura
e soffice.
Il "salsicciotto":
contro gli spifferi mettete al davanzale delle
finestre e ai piedi delle porte un salsicciotto di tela
imbottito di cotone o di lana. In questo modo non solo
bloccherete l'entrata dell'aria fredda ma anche l'entrata
di polvere e pulviscolo esterno.
Le tende
"pesanti": le tende, soprattutto
quelle di stoffa pesante, sono un ottimo antispiffero
contro l'aria fredda che entra dalle finestre. Naturalmente
non si dovranno mai chiudere od ostruire le aperture
di aerazione e le canne fumarie.
Sfruttare i raggi del sole.
Tra le soluzioni
più curiose per risparmiare, vale la pena segnalare
la fonte luminosa per eccellenza:
il sole. Lo studio del percorso
del sole durante il giorno e nei vari periodi dell'anno
è, infatti, l'ultima frontiera della
progettazione illuminotecnica.
Nella ideazione di uno stabile
o nella ristrutturazione di un appartamento,
questa analisi ci permette di decidere l'orientamento
delle vetrate, l'esposizione delle stanze
o i colori da utilizzare negli interni in modo da minimizzare
l'assorbimento della radiazione luminosa; interessante,
inoltre, l'adozione di "guide di luce",
cioè quei condotti attraverso cui la luce è trasportata
e guidata dall'esterno all'interno dell'abitazione,
anche in punti difficilmente accessibili.
Illuminazione
e Risparmio Energetico
Se scegliamo con criterio le
lampade, scopriremo che non è necessario aumentare
la potenza, per avere più luce: basta optare per i modelli
più efficienti e collocarli nelle posizioni
più opportune.
Per esempio, nelle zone
della casa che sono illuminate per più ore
al giorno, come la cucina e il soggiorno, è meglio sostituire
le tradizionali lampade incandescenti con le lampade
fluorescenti, che costano leggermente di più
ma consumano circa cinque volte in meno e hanno maggiore
durata (anche dodici anni). Tra le lampade fluorescenti,
quelle compatte di ultima generazione offrono anche
il vantaggio di emettere una luce calda
e diffusa. Inoltre, preferite quelle in vetro, perché
i modelli con esterno in plastica tendono a ingiallire.
Negli spazi poco utilizzati
o di passaggio, come scale e corridoi,
può essere utile servirsi di regolatori di luminosità
graduale e controlli temporizzati, anche azionati da
sensori di presenza (di basso costo).
Pensiamo a quei
grandi lampadari a più braccia
carichi di lampadine; tutte le case italiane, almeno
sino agli anni 70, ne erano provviste. Erano espressione
di un gusto estetico che poco si coniugava con le necessità
di risparmio della risorsa energetica. Oggi, a differenza
di allora, si preferiscono fonti di luce decentrate
e maggiormente funzionali. Anche i lampadari
centrali hanno cambiato aspetto ma soprattutto prevedono
una sola lampadina da 100 o 120 W.
Ma anche questo non basta per ridurre gli sprechi.
Dovete infatti sapere
che una normale lampadina a filamento o a incandescenza
da 100W produce solo 5 W di luce, ovvero
converte in luce solo il 5% dell'energia consumata.
Lo spreco è evidente. Ecco perché, negli ultimi vent'anni
la ricerca scientifica ha messo a punto prodotti ad
altissima tecnologia, assolutamente efficienti perché
capaci di convertire in "luce" la maggior
parte dell'energia consumata.
copernicana
fondata sull'uso degli alimentatori elettronici miniaturizzati
che permettono di realizzare prodotti sempre più compatti,
di design elegante e, soprattutto,
di semplicissimo utilizzo. Le nuove lampade
a risparmio energetico, infatti, oltre ad essere
piccole e leggere, sono assolutamente efficienti e utilizzabili
su qualunque impianto domestico.
A differenza delle prime
versioni, progettate ad esclusivo uso industriale, quelle
di ultima generazione hanno lo stesso aspetto di una
normale lampadina a filamento e soprattutto emettono
una luce calda e piacevole, particolarmente adatta agli
ambienti domestici.
Belle, e soprattutto pensate
per durare a lungo. Se la vita
media di una normale lampada ad incandescenza è di circa
1.000 ore di luce, quella di una lampada fluorescente
varia dalle 6.000 alle 10.000 ore (equivalente a ben
più di 5 anni con un uso giornaliero medio di 5 ore).
La durata e la capacità di convertire in luce la maggior
parte dell'energia impiegata compensano quindi e giustificano
ampiamente il loro prezzo, superiore rispetto a quello
delle normali lampadine.
Da segnalare anche le lampadine a led,
costruite con tecnologia a semiconduttori che consentono
risparmi energetici fino all'80% e
hanno una vita media di 100.000 ore.
I tubi fluorescenti,
invece, consumano poco e producono poco calore: sono
quindi indicati specialmente in cucina, dove il calore
e i fumi tendono ad alterare gli alimenti. Ultimamente
sono entrati in commercio i tubi fluorescenti a luce
calda, ideali per illuminare anche la sala da pranzo.
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